Poli-accoppiati - Busta di caffè sottovuoto Poli-accoppiati - Busta di verdure surgelate

In tema di riciclaggio rifiuti la conoscenza dei materiali è determinante per educare il cittadino alla differenziazione. Ci sono imballaggi cui ormai nessuno fa più caso e che risultano ad oggi indifferenziabili per via della loro costituzione eterogenea. Le buste di caffè sottovuoto o quelle delle verdure surgelate non hanno alcuna indicazione circa la natura dei materiali impiegati per l’imballaggio.
Finiscono inesorabilmente nella spazzatura.
Credo che il legislatore dovrebbe cominciare a prendere in considerazione due fattori:
1. Informazione: una corretta classificazione dei materiali impiegati per l’imballaggio dovrebbe essere resa obbligatoria, assieme ad una più chiara simbologia che indichi la destinazione di questi materiali dopo l’uso.
2. Disincentivazione: imballaggi costituiti da materiali non riciclabili dovrebbero essere disincentivati allo scopo di indirizzare il consumatore verso un uso più responsabile dei materiali e di stimolare le aziende all’uso di materiali alternativi e di imballaggi completamente riutilizzabili.

Un Commento

    • Paola Balbis
    • Inviato il 20 Aprile 2008 alle 8:37 am
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    Sono assolutamente d’accordo della NECESSITA che il legislatore si preoccupi di obbligare ad indicare chiaramente sull’imballaggio in quale cassonetto conferire il rifiuto.
    L’indicazione deve risultare molto chiara anche per i profani ( es. diciture tipo “ririciclami nella plastica” o “riciclami nella carta”) Non tutti i cittadini sono tenuti a conoscere le sigle tecniche dei vari componenti.


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