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	<title>Zeligplace - DivisoZero</title>
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		<title>Per tutti</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 17:55:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zelig</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; indicato con il simbolo T ed identifica il materiale cinematografico la cui visione è aperta a tutti. Da Luglio 2007 in Italia non è più prevista la censura cinematografica preventiva, applicata per l&#8217;ultima volta nel 1998 per il discusso film &#8220;Totò che visse due volte&#8221; di Ciprì e Maresco. E&#8217; sostituita da una autocertificazione, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=zeligplace.wordpress.com&blog=2374796&post=45&subd=zeligplace&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>E&#8217; indicato con il simbolo T ed identifica il materiale cinematografico la cui visione è aperta a tutti. Da Luglio 2007 in Italia non è più prevista la censura cinematografica preventiva, applicata per l&#8217;ultima volta nel 1998 per il discusso film &#8220;Totò che visse due volte&#8221; di Ciprì e Maresco. E&#8217; sostituita da una autocertificazione, da parte del produttore, che i contenuti siano visibili da tutti oppure vietati, o meglio, non indicati, ad un pubblico di età minore di 14 o 18 o anche, una novità rispetto al tradizionale visto censura imposto dal defunto Ministero dello Spettacolo, di età minore di 10 anni.</p>
<p>Ho sentito l&#8217;esigenza di documentarmi su questo meccanismo attualmente in vigore quando recentemente sono andato a vedere assieme ai miei figli di 10 e 11 anni il film Burn After Reading &#8211; A prova di spia, con la coppia Clooney / Pitt, celebrata, all&#8217;epoca dell&#8217;uscita del film, come esplosivamente comica e cinicamente dissacrante dei moderni emblemi della società dei consumi.<br />
Non voglio discutere qui della riuscita del film, sebbene esso meriterebbe lunghe disquisizioni.<br />
Voglio riportare la delusione mia e di molti altri amici rispetto alla assoluta inintellegibilità preventiva dei contenuti del film che, identificato come &#8220;per tutti&#8221;, e promosso come esilarante e moderna commedia di genere, ha poi rivelato situazioni non idonee ad un pubblico dell&#8217;età dei miei figli.<br />
Voglio qui chiarire che la mia non vuole essere una posizione &#8220;puritana&#8221;, di chi non riesce a vedere quanto velocemente la società abbia mutato i suoi standard di accettazione di scenari prima considerati non accessibili ai minori. Non parlo ad esempio delle scene di sesso ormai diffuse anche nelle fiction formato famiglia della prima serata Rai. Se inquadrate nel quotidiano contesto di un rapporto di coppia, di qualsiasi genere, ove il sesso sia una manifestazione affettiva di relazione, sono convinto che un ragazzo o una ragazza in età pre-puberale possano provare a decodificare queste scene mantenendo nello stesso tempo quell&#8217;alone di mistero che rende la poi scoperta della dimensione sessuale così magica e degna di ricordo per chi ha la fortuna di viverla in modo non traumatico.</p>
<p>Parlo invece dei contesti &#8220;distorti&#8221; che implicano necessariamente una chiave interpretativa propria dell&#8217;adulto e che un ragazzo di 10, 11 o 12 anni potrebbe non aver ancora maturato. Il film in questione, ad esempio, ha alcuni significativi esempi di questo tipo di linguaggio, sia figurato che verbale, e confesso che durante la sua proiezione ho provato irritazione al pensiero di come un genitore possa non avere, ex ante, gli strumenti adatti a valutare se quanto sta proponendo ai propri figli sia o meno appropriato al loro codice interpretativo.<br />
Mi sono chiesto se questa forma di &#8220;autogestione&#8221; sia una richiesta troppo onerosa per un padre ed una madre di oggi. Forse lo è per chi non ha gli strumenti per una corretta informazione o per chi non abbia tempo, voglia o possibilità di documentarsi. Per me forse no, mi sono detto. Io so dove cercare e, se lo avessi fatto per tempo, forse quel film non sarei andato a vederlo.<br />
L&#8217;approccio alla censura autocertificata è una degenerazione in peggio del modello americano, per il quale non ci sono imposizioni restrittive, è vero, ma sussistono di contro delle indicazioni precise, fornite direttamente dalla MPAA &#8211; la Motion Picture Association of America, che raggruppa le 7 grandi major &#8211; la quale classifica le produzioni in base alla adeguatezza dei contenuti. Già a volersi fermare a questa classificazione, Burn After Reading è marcato come R, Restricted, ovvero un analogo del nostro &#8220;Minori Accompagnati&#8221;, con la differenza che la soglia negli Stati Uniti è fissata a 17 anni. Ben diverso dal nostro &#8220;Per tutti&#8221;.<br />
A voler vedere i dettagli poi, il sito enciclopedico IMDB.com, che raccoglie pressocché tutte le informazioni reperibili in questo campo, presenta anche l&#8217;elenco dei contenuti non per tutti, evidenziandone la natura e il numero. Ad esempio, per questo film indica che il turpiloquio è sovrabbondante, sino a totalizzare una media di una &#8220;F-word&#8221; ogni 85 secondi. Per la puritana America comprendo come questa informazione possa essere più che utile a discriminare cosa è opportuno portare i propri figli a vedere e cosa no.<br />
Per me sarebbe stata già sufficiente quella R.</p>
<p>Bene, fin qui, accettate le regole, ci si potrebbe anche stare. Alla famiglia è delegato il controllo. E&#8217; il genitore che deve documentarsi prima. Lo Stato non indirizza.</p>
<p>Ieri però mi sono trovato di fronte ad un caso un po&#8217; diverso. Mio figlio, che ha 11 anni e mezzo e frequenta la prima media, mi ha mostrato che nel suo testo di Antologia viene promosso il film di Irwin Winkler &#8220;L&#8217;ultimo sogno&#8221; (titolo originale &#8220;Life as a House&#8221;), con Kevin Kline e Kristin Scott Thomas, che racconta di rapporti familiari in un contesto sociale moderno, uguale a tanti che ormai abitano sistematicamente le nostre cronache. Una adolescenza tormentata, un rapporto padre-figlio ricostruito con la forza dell&#8217;amore in circostanze estremamente tragiche. </p>
<p>L&#8217;insegnante di Lettere di mio figlio vuole valutare l&#8217;opportunità di una visione con i ragazzi. Per cui ieri ho visto il film. E&#8217; molto bello. Ottima sceneggiatura. Una storia che lascia il segno. Mi sentirei di consigliarlo. Ma&#8230;<br />
In Italia è &#8220;per tutti&#8221;. Negli Stati Uniti è uscito con il rating R.<br />
Seppure lontano anni luce dalla gratuità del linguaggio scenico e verbale di Burn After Reading, lo scenario drammatico in cui è ambientato presenta anche ne &#8220;L&#8217;ultimo sogno&#8221; situazioni la cui decodifica non è, a mio giudizio, alla portata di un ragazzo o una ragazza di prima media.<br />
Potrei sicuramente sottovalutare le capacità interpretative dei miei figli, o anche quelle di &#8220;tutorship&#8221; di una insegnante che si pone in questo caso come mediatore del messaggio. Ma è sicuramente difficile negare che alcuni dei temi trattati siano &#8220;borderline&#8221; e necessitino di una conoscenza del mondo non ancora totalmente alla portata dei miei ragazzi.</p>
<p>Va bene richiedere alla famiglia e alla scuola di applicare un filtro in modo soggettivo.<br />
Ma un libro di testo? Mi sono chiesto, che ruolo ha in questo scenario? Lo Stato non indirizza per la visione al cinema o in Home-Video e poi addirittura indirettamente consiglia attraverso un libro di testo?</p>
<p>Ho chiesto di confrontarmi su questo tema con l&#8217;insegnante di mio figlio. Forse mi mancano delle chiavi di lettura del rapporto tra testo e discente, tra insegnante e allievo. Forse il mio punto di vista è troppo cautelativo.<br />
O forse sto solo invecchiando.</p>
Posted in Life Tagged: Cinema, civiltà, costume, morale, scuola <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/zeligplace.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/zeligplace.wordpress.com/45/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/zeligplace.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/zeligplace.wordpress.com/45/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/zeligplace.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/zeligplace.wordpress.com/45/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/zeligplace.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/zeligplace.wordpress.com/45/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/zeligplace.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/zeligplace.wordpress.com/45/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=zeligplace.wordpress.com&blog=2374796&post=45&subd=zeligplace&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Un popolo di tifosi</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 16:16:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zelig</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho iniziato ieri la lettura de &#8220;Lo Zen e l&#8217;arte della manutenzione della motocicletta&#8221;.
Solo una quarantina di pagine sinora ma già sufficienti a stimolare una riflessione.
L&#8217;ha provocata il racconto della catastrofica esperienza in un&#8217;officina di giovani ed incompetenti meccanici, rei di aver quasi demolito un motore cercando di aggiustarlo:
&#8220;[...]
Perché l&#8217;hanno martoriato in quel modo? E [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=zeligplace.wordpress.com&blog=2374796&post=38&subd=zeligplace&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Ho iniziato ieri la lettura de &#8220;Lo Zen e l&#8217;arte della manutenzione della motocicletta&#8221;.<br />
Solo una quarantina di pagine sinora ma già sufficienti a stimolare una riflessione.<br />
L&#8217;ha provocata il racconto della catastrofica esperienza in un&#8217;officina di giovani ed incompetenti meccanici, rei di aver quasi demolito un motore cercando di aggiustarlo:</p>
<blockquote><p>&#8220;[...]<br />
Perché l&#8217;hanno martoriato in quel modo? E sì che non erano di quelli che scappano dalla tecnologia come John e Sylvia. Erano <em>loro</em> i tecnologi. Avevano imparato un mestiere e lo eseguivano come degli scimpanzé. Chissà perché si erano comportati in quel modo? Cercai di ricordare le ore passate con loro in quell&#8217;officina, quel posto da incubo, per vedere se riuscivo a trovare una spiegazione plausibile.<br />
La radio era un indizio. Non ci si può concentrare veramente su quello che si sta facendo con la radio a tutto volume. Forse quei ragazzi non concepivano il loro lavoro come qualcosa che potesse implicare una certa concentrazione, ma solo come un gioco di chiavi inglesi. E con la musica gingillarsi con una chiave inglese è più divertente.<br />
Un altro indizio era la loro velocità. Sbattevano le cose di qua e di là senza guardare dove. Si fanno più soldi, così &#8211; se non ci si ferma a pensare che sarebbe meglio metterci più tempo.<br />
Ma l&#8217;indizio più significativo era la loro espressione. E&#8217; difficile da spiegare. Un&#8217;aria bonacciona, amichevole, accomodante &#8211; e non coinvolta. Sembravano degli spettatori. Era come se fossero capitati lì per caso e qualcuno gli avesse messo in mano una chiave inglese. Non si identificavano per niente con il loro mestiere. Si capiva subito che alle cinque del pomeriggio avrebbero tagliato la corda senza più neanche un pensiero per il lavoro. Facevano già di tutto per non pensarci mentre lavoravano.&#8221;</p></blockquote>
<p>Poi stamattina ho letto <a href="http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/cronaca/eluana-englaro-5/saviano-scuse-beppino/saviano-scuse-beppino.html">l&#8217;intervento di Saviano su Repubblica</a>:</p>
<blockquote><p>&#8220;[...]<br />
Beppino ha chiesto alla legge e la legge, dopo anni di appelli e ricorsi, gli ha confermato che ciò che chiedeva era un suo diritto. È bastato questo per innescare rabbia e odio nei suoi confronti? Ma la carità cristiana è quella che lo fa chiamare assassino? Dalla storia cristiana ho imparato ha riconoscere il dolore altrui prima d&#8217;ogni cosa. E a capirlo e sentirlo nella propria carne. E invece qualcuno che nulla sa del dolore per una figlia immobile in un letto, paragona Beppino al &#8220;Conte Ugolino&#8221; che per fame divora i propri figli? E osano dire queste porcherie in nome di un credo religioso. Ma non è così. Io conosco una chiesa che è l&#8217;unica a operare nei territori più difficili, vicina alle situazioni più disperate, unica che dà dignità di vita ai migranti, a chi è ignorato dalle istituzioni, a chi non riesce a galleggiare in questa crisi. Unica nel dare cibo e nell&#8217;essere presente verso chi da nessuno troverebbe ascolto. I padri comboniani e la comunità di sant&#8217;Egidio, il cardinale Crescenzio Sepe e il cardinale Carlo Maria Martini, sono ordini, associazioni, personalità cristiane fondamentali per la sopravvivenza della dignità del nostro Paese.<br />
[...]<br />
Sarebbe bello poter chiedere ai cristiani di tutta Italia di non credere a chi soltanto si sente di speculare su dibattiti dove non si deve dimostrare nulla nei fatti, ma solo parteggiare. Quello che in questi giorni è mancato, come sempre, è stata la capacità di percepire il dolore. Il dolore di un padre. Il dolore di una famiglia. Il &#8220;dolore&#8221; di una donna immobile da anni e in una condizione irreversibile, che aveva lasciato a suo padre una volontà. E persone che neanche la conoscevano e che non conoscono Beppino, ora, quella volontà mettono in dubbio. E poco o nullo rispetto del diritto. Anche quando questo diritto non lo si considera condiviso dalla propria morale, e proprio perché è un diritto lo si può esercitare o meno. È questa la meraviglia della democrazia.</p></blockquote>
<p>E mi sono poi tornate alla memoria le parole del presidente Schifani l&#8217;altra sera quando si appellava al rispetto della memoria della &#8220;povera Eluana&#8221; per calmare gli animi dell&#8217;aula infuocata, con il tono della voce di chi è stato sempre a fianco di un proprio caro assediato e tormentato da una siffatta tragedia.</p>
<p>Ho accomunato questi brani attraverso alcune straordinarie parole chiave.<br />
Pirsig dice &#8220;spettatori&#8221; per caratterizzare l&#8217;atteggiamento dei meccanici che avevano poca dedizione per il loro lavoro; &#8220;parteggiare&#8221; è quello che Saviano riconosce nell&#8217;atteggiamento di chi dovrebbe occuparsi del merito delle cose ed invece si schiera in maniera acritica ed incondizionata.<br />
E&#8217; una metafora fantastica della nostra società, precipitata nel baratro della superficialità e ormai incapace di riconoscere e distinguere le cose nel loro dettaglio, nella loro complessità. E&#8217; la metafora della semplificazione che, invece di essere sinonimo di pragmatismo, di efficienza, diviene sinonimo di generalizzazione, di cialtroneria.<br />
Assistiamo, se ci pensate, al progressivo scomparire del senso critico, dell&#8217;abitudine a guardare le cose in profondità, per la diversità e la complessità che riescono ad esprimere. Ad analizzare i fatti, ad ascoltare gli argomenti, a considerare il contesto in cui si inseriscono.<br />
Siamo in balia del &#8220;comandamento&#8221; della semplificazione che ci porta, a tutti i livelli e su tutti gli argomenti, a dover necessariamente riconoscere due parti tra cui scegliere, la curva da cui urlare e i colori da esporre con i nostri striscioni.<br />
Urliamo, ma alla domanda &#8220;Perché?&#8221; raramente sappiamo rispondere con cognizione di causa che, nella lingua italiana, vuol dire parlare, agire, solo dopo essere certi di sapere di cosa si sta parlando. Quello che oggi siamo indotti a fare è schierarsi. Come spettatori; peggio, come tifosi. In tutti i contesti e su tutti gli argomenti. Fin quando il conduttore di turno dirà &#8220;stop al televoto&#8221;.</p>
<p>Questo è il credo. Ci sono solo due colori, due schieramenti, due partiti.<br />
E da due ad uno il passo è brevissimo.</p>
Posted in Life, Politica Tagged: civiltà, Libri, morale, scuola <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/zeligplace.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/zeligplace.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/zeligplace.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/zeligplace.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/zeligplace.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/zeligplace.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/zeligplace.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/zeligplace.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/zeligplace.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/zeligplace.wordpress.com/38/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=zeligplace.wordpress.com&blog=2374796&post=38&subd=zeligplace&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Ho scoperto aNobii</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 13:02:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Luoghi come aNobii ce ne sono molti sul web. In passato ho cominciato a creare la mia libreria sui primi siti collaborativi che sono venuti fuori all&#8217;inizio del web 2.0 come LibraryThing. Il punto debole è sempre stato quello della nazionalità: quelli erano soprattutto americani o cmq con una biblioteca in lingua. Ho molti libri [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=zeligplace.wordpress.com&blog=2374796&post=36&subd=zeligplace&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Luoghi come <a href="http://www.anobii.com/zeligplace/books">aNobii</a> ce ne sono molti sul web. In passato ho cominciato a creare la mia libreria sui primi siti collaborativi che sono venuti fuori all&#8217;inizio del web 2.0 come LibraryThing. Il punto debole è sempre stato quello della nazionalità: quelli erano soprattutto americani o cmq con una biblioteca in lingua. Ho molti libri in lingua ma ovviamente questa limitazione era abbastanza frustrante anche per l&#8217;impossibilità di confrontarsi con i parametri di gusto e cultura europei. aNobii mi sembra il primo che stia prendendo davvero piede anche in Italia. E&#8217; bello per questo; ha tutte le caratteristiche 2.0 di ordinanza e c&#8217;è gusto a perderci un po&#8217; di tempo. Il ritorno sull&#8217;investimento di inserire pazientemente tutti i libri della propria biblioteca è proprio dato dalle mille possibilità di navigazione e di confronto che aiutano nella scoperta di nuove cose.<br />
Segnalo la possibilità di aggiungere note private, utili a fermare le idee e le suggestioni che si generano durante la lettura.<br />
ieri sera stavo cercando qualcosa di simile per il cinema. Sarebbe davvero interessante&#8230; Possibile che non ci sia?</p>
Posted in Tecnologia Tagged: aNobii, Libri, Social Software <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/zeligplace.wordpress.com/36/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/zeligplace.wordpress.com/36/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/zeligplace.wordpress.com/36/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/zeligplace.wordpress.com/36/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/zeligplace.wordpress.com/36/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/zeligplace.wordpress.com/36/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/zeligplace.wordpress.com/36/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/zeligplace.wordpress.com/36/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/zeligplace.wordpress.com/36/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/zeligplace.wordpress.com/36/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=zeligplace.wordpress.com&blog=2374796&post=36&subd=zeligplace&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>My Jazz World e non solo</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 15:08:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zelig</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ripping da vinile sembra essere una abitudine più diffusa di quanto potessi immaginare quando ho scoperto My Jazz World.
Visitate anche Singin&#8217; and Swingin&#8217;, Dark Blue Notes, In The Crowd!.
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Il ripping da vinile sembra essere una abitudine più diffusa di quanto potessi immaginare quando ho scoperto My Jazz World.<br />
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		<title>My Jazz World: semplicemente incredibile!</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 16:38:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zelig</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[jazz]]></category>
		<category><![CDATA[MP3]]></category>
		<category><![CDATA[risorse]]></category>

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E&#8217; un blog di un appassionato di jazz, possessore di una vasta discografia su vinile di album non più ristampati in digitale, che ha deciso di digitalizzare il suo patrimonio e di condividerlo.
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E&#8217; un blog di un appassionato di jazz, possessore di una vasta discografia su vinile di album non più ristampati in digitale, che ha deciso di digitalizzare il suo patrimonio e di condividerlo.<br />
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		<title>Senza parole</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 21:04:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zelig</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[amministrazione pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[morale]]></category>

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		<description><![CDATA[leggo da repubblica.it
&#8220;Una questione morale esiste in tutto il mondo. Un senatore democratico ha cercato di vendere il seggio di Obama. Come si vede non riguarda solo il Pd e l&#8217;Italia&#8221;. Lo ha detto il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, dopo l&#8217;incontro con il segretario del Pd, Walter Veltroni, sull&#8217;inchiesta che ha coinvolto parte [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=zeligplace.wordpress.com&blog=2374796&post=27&subd=zeligplace&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>leggo da repubblica.it</p>
<blockquote><p>&#8220;Una questione morale esiste in tutto il mondo. Un senatore democratico ha cercato di vendere il seggio di Obama. Come si vede non riguarda solo il Pd e l&#8217;Italia&#8221;. Lo ha detto il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, dopo l&#8217;incontro con il segretario del Pd, Walter Veltroni, sull&#8217;inchiesta che ha coinvolto parte della giunta partenopea.</p></blockquote>
<p>Mi domando se il rischio sia davvero quello di perdere la capacità di discernere il confine tra uso ed abuso del privilegio di gestione della cosa pubblica, pur nella consapevolezza che il gioco della politica si presti ad interpretazioni &#8220;libere&#8221; delle regole, specie quando chi fa certe regole si trova anche a poterne beneficiare direttamente.<br />
La cosa che mi fa specie è che il cittadino finisca con il rispecchiarsi in questi comportamenti, in una sorta di &#8220;così fan tutti&#8221; in cui non si sa mai qual è l&#8217;immagine reale e quella riflessa. Con due possibili risultati: l&#8217;assuefazione o la rivolta di popolo.</p>
Posted in Politica Tagged: amministrazione pubblica, corruzione, morale <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/zeligplace.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/zeligplace.wordpress.com/27/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/zeligplace.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/zeligplace.wordpress.com/27/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/zeligplace.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/zeligplace.wordpress.com/27/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/zeligplace.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/zeligplace.wordpress.com/27/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/zeligplace.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/zeligplace.wordpress.com/27/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=zeligplace.wordpress.com&blog=2374796&post=27&subd=zeligplace&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Il governo centrale e le politiche ambientali della Regione Puglia</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 11:56:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zelig</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[eolico]]></category>
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		<description><![CDATA[Leggo da bari.repubblica.it:
&#8220;Il ministro per gli Affari regionali ha impugnato davanti alla Corte costituzionale l´atto amministrativo con il quale la Regione ha aperto la strada verso l´energia pulita che arriva dal mare. L&#8217;ex governatore pugliese ha chiesto alla Corte costituzionale di annullare l´iter avviato dalla giunta Vendola per autorizzare l´installazione delle prime centrali eoliche a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=zeligplace.wordpress.com&blog=2374796&post=24&subd=zeligplace&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Leggo da bari.repubblica.it:</p>
<blockquote><p>&#8220;Il ministro per gli Affari regionali ha impugnato davanti alla Corte costituzionale l´atto amministrativo con il quale la Regione ha aperto la strada verso l´energia pulita che arriva dal mare. L&#8217;ex governatore pugliese ha chiesto alla Corte costituzionale di annullare l´iter avviato dalla giunta Vendola per autorizzare l´installazione delle prime centrali eoliche a largo della costa. Saranno i giudici della Corte costituzionale a decidere su questo ennesima disputa ambientale tra il Governo di Silvio Berlusconi e la Regione di Nichi Vendola. [...]<br />
Quattro parchi eolici che, una volta realizzati al largo delle coste regionali, rafforzerebbero la leadership della Puglia, regina italiana dell&#8217;energia eolica. Dal punto di vista ambientale, la posta in gioco è molto alta: le quattro richieste in attesa di valutazione svilupperebbero, qualcosa come 700 megawatt di energia. Più di tutto l´eolico che già fa della Puglia la prima regione produttrice italiana di energia del vento. Un parco da 150 megawatt dovrebbe sorgere nelle acque antistanti Brindisi, Torchiarolo, San Pietro Vernotico e Lecce; uno di 150 al largo di Chieuti verso Campomarino, ai confini tra la Puglia e il Molise, un terzo impianto da 300 megawatt da Zapponeta a Manfredonia, un quarto di 90 megawatt a Tricase. Per tutti e quattro i siti in questione la Regione ha avviato l´iter per la valutazione d&#8217;impatto ambientale. Ma, nel ricorso presentato dall&#8217;avvocatura del ministero per gli affari regionali, l&#8217;accento è puntato soltanto sugli impianti off shore che dovrebbero essere realizzati in Salento, a largo di Brindisi e di Tricase.&#8221;
</p></blockquote>
<p>Il sospetto che si tratti, ancora una volta, di interessi locali e di &#8220;cortile&#8221;, prima ancora che di battaglia tra schieramenti politici, è davvero forte, vista la coincidenza tra la dislocazione di parte degli impianti e l&#8217;area d&#8217;origine del Ministro Fitto.<br />
Ancora di più un motivo per comunicare con forza i risultati di governo della giunta Vendola in tema ambientale ed energetico perché questo modo di fare politica, questo scontro continuo tra governo nazionale e amministrazioni locali venga quotidianamente alla luce, in un momento in cui si porta la coccarda del federalismo senza, nei fatti, renderne possibile l&#8217;attuazione virtuosa.</p>
Posted in Ambiente, Politica Tagged: energia, eolico, politiche ambientali <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/zeligplace.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/zeligplace.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/zeligplace.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/zeligplace.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/zeligplace.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/zeligplace.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/zeligplace.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/zeligplace.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/zeligplace.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/zeligplace.wordpress.com/24/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=zeligplace.wordpress.com&blog=2374796&post=24&subd=zeligplace&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Il futuro di Vendola e della Sinistra barese</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 13:15:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zelig</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[politiche ambientali]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>

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		<description><![CDATA[Niki Vendola ha convocato lo scorso Venerdì un confronto cittadino sulla sua idea di Sinistra. &#8220;IN ALTO A SINISTRA&#8221; è più di uno slogan, più di un gioco di parole, e racchiude in sè la volonta di creare un soggetto aggregante che sappia leggere le novità e i mutamenti del Paese. Vendola è un grande [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=zeligplace.wordpress.com&blog=2374796&post=22&subd=zeligplace&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Niki Vendola ha convocato lo scorso Venerdì un confronto cittadino sulla sua idea di Sinistra. &#8220;IN ALTO A SINISTRA&#8221; è più di uno slogan, più di un gioco di parole, e racchiude in sè la volonta di creare un soggetto aggregante che sappia leggere le novità e i mutamenti del Paese. Vendola è un grande affabulatore, e molti lo considerano tale. Mi chiedo se il suo messaggio sia oggi calzante, appropriato e soprattutto mirato.</p>
<p>Parliamo di saper coinvolgere, di saper parlare, di saper &#8220;interessare&#8221; cittadini che purtroppo sono oggi, ancor prima che questo, telespettatori e consumatori.<br />
Parliamo di saper trovare argomenti che accomunino &#8220;trasversalmente&#8221; gente che ha diverse estrazioni culturali, che mi sembrano mediamente sempre più basse.<br />
Parliamo di saper trovare argomenti &#8220;accattivanti&#8221; per chi ha come modello la cultura televisiva e tra questi non vi sono solo adolescenti e giovani future classi dirigenti.<br />
Parliamo di riuscire a convincere che è possibile un modello alternativo di economia, di amministrazione della cosa pubblica, di gestione del quotidiano.</p>
<p>Parliamo soprattutto di questo. Di comunicazione, ma non di quella propagandistica, televisiva, urlata a scopo elettorale, ma di quella quotidiana, di quella che può interessare la gente al bar.<br />
Per questo tipo di comunicazione, Vendola, che quando ascolto mi ammalia e mi seduce, è semplicemente inadatto. E non per sua colpa o per sua impreparazione politica e culturale, che restano e saranno sempre massime, specie a guardare la diffusa improvvisazione che incontriamo spesso sia negli amministratori che negli strateghi, ma per inadeguatezza di chi dovrebbe ascoltarlo. Il suo messaggio è semplicemente non centrato sul target che dovrebbe interessare. Questo soprattutto perché in Italia non ci sarà mai un Barak Obama perché la maggioranza degli italiani non è come quella maggioranza degli americani che è mossa, commossa (&#8220;to move&#8221; dicono gli americani) dai discorsi ben studiati di un leader.</p>
<p>Leggevo ieri il fondo di Giuseppe Detomaso sulla Gazzetta che, per altri motivi e con altri obiettivi, ricordava la discrasia tra il bisogno di conquistare il potere e quello di sedurre la società civile, e la necessaria indicazione di priorità verso l&#8217;uno o l&#8217;altro a seconda del momento storico, delle ideologie, del contesto sociale. Detomaso ricorda come per Gramsci &#8220;solo l&#8217;egemonia (innanzititto culturale) nella società civile poteva spianare la strada alla conquista del Potere politico, facilitandone la successiva gestione di governo&#8221;. Poi, in coda al suo intervento, egli sottolineava: &#8220;All&#8217;attuale presidente del Consiglio è riuscito ciò che non era riuscito a qualche suo ambizioso predecessore: cambiare gli italiani, non tutti si capisce, ma molti. [...] L&#8217;operazione non sarebbe stata possibile se Silvio non avesse conquistato la società civile attraverso la penetrazione televisiva, una sorta di gramscismo mediatico lanciato verso una nuova egemonia culturale.&#8221;</p>
<p>I molti di cui parla Detomaso sono cinici, individualisti, appiattiti teleconsumatori che hanno sostituito la società civile con altro, un altro in cui qualunque interesse di breve ha schiacciato il lungo respiro, in cui il bene di tutti non coincide mai, proprio perché di tutti, con il proprio.</p>
<p>Io credo fermamente che per scardinare un sistema culturale che ha l&#8217;obiettivo di abbrutire le coscienze e le menti, per scalare una parete del VII grado come quella cui ci troviamo di fronte, occorra scendere non di un livello, ma di due o tre. Abbandonando retorica &#8211; del linguaggio, dei modi e delle convenzioni &#8211; e strumenti tradizionali &#8211; di comunicazione, di aggregazione, di condivisione.<br />
Credo fermamente che rivoluzioni culturali si possano fare solo attraverso la concretezza delle azioni di governo, l&#8217;evidenza dei benefici immediati, il coraggio di atti impopolari di cui si possa e si sappia comunicare l&#8217;impatto, senza fermarsi ad operazioni di facciata.</p>
<p>Quanto sta avvenendo attorno al lavoro dell&#8217;assessore De Caro è a mio parere emblematico. Abbiamo registrato non soltanto la strenua opposizione di coloro che da sempre hanno ostacolato la crescita civile della città di Bari come una grande metropoli moderna, ma anche la protesta della gente di strada a cui per la prima volta si è chiesto, ad esempio, di attraversare la strada sulle strisce pedonali e non dove capita.<br />
Giorno dopo giorno invece ci si sta abituando. Il comportamento virtuoso comincia a prendere piede. La gente comincia ad assuefarsi all&#8217;idea che quello che non c&#8217;era prima non era normale che non ci fosse.<br />
Il centro più vivibile comincia ad essere apprezzato (sempre la Gazzetta di ieri pubblica la lettera di un lettore che dice, senza mezzi termini, De Caro santo subito) e se il periodo natalizio che si avvicina reggerà all&#8217;urto attraverso un livello di servizio che dovrà essere inattaccabile (anche se ho paura che il trasporto pubblico sarà come sempre la buccia di banana su cui anche De Caro rischierà di scivolare), questo sarà un risultato che difficilmente si potrà disconoscere e produrrà un beneficio al quale i baresi non potranno rinunciare. Niente più di quanto è già normale in tante città d&#8217;Italia, per non parlare di quelle Europee.<br />
Sempre per restare in tema trasporto pubblico, una azione forte, a livello regionale, che vada nella direzione del coordinamento e della integrazione tra i vettori di trasporto di persone potrebbe realmente portare ad una rivoluzione culturale inedita per la città di Bari. Anche qui proclami o azioni incomplete servono a poco, così come serve a poco un parcheggio di scambio periferico non adeguatamente supportato dal trasporto pubblico nelle ore cruciali per i &#8220;commuter&#8221;, i pendolari che invadono la città con un auto per lavoratore, o un servizio di noleggio bici che non sia presente in tutti i luoghi nevralgici di afflusso o, soprattutto, presso i parcheggi di scambio. Tanti miei colleghi che vengono dalla provincia, appena assunti, provano ad usare il trasporto pubblico per venire in ufficio. E&#8217; una prova che dura pochi giorni. Arrivano a Bari con il treno o con gli autobus extra-urbani e poi&#8230; il nulla. Frequenza delle corse urbane improponibile per un lavoratore; collegamenti insufficienti e a volte inspiegabilmente penalizzati. La settimana successiva vengono tutti con la macchina, una per ciascuno.<br />
Ma sono solo pochi esempi in un settore cui presto maggiore attenzione per le mie convinzioni e i miei interessi di ambientalista, visto che l&#8217;ambiente è uno dei temi che viene indicato come obiettivo primario di un progetto della nuova sinistra. </p>
<p>A me sembra che oggi manchi proprio questo. Una proposta di un modello di società che si sia capaci di esprimere per titoli, e sia accompagnato da azioni concrete, il cui beneficio possa essere percepito immediatamente. Manca la capacità di parlare con concretezza alla gente del bar, cercando di mostrare che è possibile una società diversa. Alla gente che prende il caffè la mattina, e non ai giovani, che sono ancora idealisti, sebbene con ideali che possono essere anche molto distanti tra loro; non ai giovani ma soprattutto ai trentenni, ai quarantenni che si professano non berlusconiani e che un lavoro, spesso autonomo, già ce l&#8217;hanno, e ritengono la loro situazione acquisita di privilegio sociale, qualcosa da salvaguardare con strenuo individualismo, nella cecità che l&#8217;interesse comune possa minare la loro libertà di possedere. Questa classe di cittadini temo non sarà mai &#8220;toccata&#8221; dall&#8217;alterezza di un discorso programmatico che manchi di quelle componenti pragmatiche che ormai sono le uniche a poter muovere i numeri di un elettorato.</p>
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		<title>Riflessioni su Facebook, blog e identità digitale</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 19:15:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zelig</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Digital Life]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;epidemia Facebook è ormai dilagante. Tralasciando e, per quanto mi riguarda, condannando i &#8220;cercatori di contatti&#8221; che fanno incetta di connessioni sui siti di social networking per il puro scopo di fungere da hub nel network ed aumentare la propria visibilità in modo esclusivamente virtuale, credo di non sbagliare nel dire che Facebook ha il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=zeligplace.wordpress.com&blog=2374796&post=17&subd=zeligplace&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>L&#8217;epidemia Facebook è ormai dilagante. Tralasciando e, per quanto mi riguarda, condannando i &#8220;cercatori di contatti&#8221; che fanno incetta di connessioni sui siti di social networking per il puro scopo di fungere da hub nel network ed aumentare la propria visibilità in modo esclusivamente virtuale, credo di non sbagliare nel dire che Facebook ha il pregio di rendere visibile, prima di tutto a se stessi e poi alla comunità, il peso che le relazioni interpersonali hanno nel proprio quotidiano.<br />
In questo senso, la diffusione del proprio pensiero, il bisogno di comunicare le proprie idee agli altri, la necessità di confrontarsi su temi che animano la propria coscienza, bisogni e necessità che spesso trovano sfogo nella gestione di un blog personale, hanno in Facebook la platea ideale.<br />
Se infatti un blog necessita di una attenta politica di diffusione perché sia efficace come strumento di diffuzione del proprio pensiero, politica che deve necessariamente guardare ad una corretta classificazione dei contenuti e ad una oculata pubblicazione di questi in contesto più ampi, Facebook fornisce, senza sforzi aggiuntivi, un &#8220;megafono direzionale&#8221; che punta ad una platea selezionata, quella delle persone a cui, più probabilmente, interessa veramente far conoscere il proprio pensiero.<br />
Mi sono posto dunque questo interrogativo: è Facebook la piattaforma unificante per costruire la propria identità digitale? Ha ancora senso avere un blog dal momento che la medesima possibilità di pubblicazione è disponibile all&#8217;interno di questa piattaforma con il vantaggio che quanto si scrive raggiunge immediatamente la platea che ci interessa?<br />
Certo un blog ben gestito ha potenzialmente la possibilità di raggiungere un più ampio uditorio ma quanti possono trarre realmente vantaggio da questa visibilità? Quanti possono fare di questa visibilità un amplificatore di conoscenza e di auto-promozione? Rispetto alla possibilità di raggiungere direttamente una platea selezionata forse questo vantaggio petenziale perde di importanza.<br />
Ciononostante scrivo adesso questa riflessione sul mio blog che, come da molti anni ormai mi accade, riesco con moltissima fatica a tenere aggiornato. Un &#8220;riverbero&#8221; di questo post finirà anche sul mio profilo Facebook (se ho azzeccato tutte le impostazioni). Vediamo se qualcuno se ne accorgerà e avrà voglia di confrontarsi.<br />
Qui o lì&#8230;</p>
Posted in Life, Tecnologia Tagged: Blogging, Digital Life, Facebook <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/zeligplace.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/zeligplace.wordpress.com/17/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/zeligplace.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/zeligplace.wordpress.com/17/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/zeligplace.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/zeligplace.wordpress.com/17/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/zeligplace.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/zeligplace.wordpress.com/17/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/zeligplace.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/zeligplace.wordpress.com/17/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=zeligplace.wordpress.com&blog=2374796&post=17&subd=zeligplace&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Risorse per chi ama il Jazz e i podcast</title>
		<link>http://zeligplace.wordpress.com/2008/04/18/risorse-per-chi-ama-il-jazz-e-i-podcast/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 21:21:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zelig</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<category><![CDATA[jazz]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>

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		<description><![CDATA[Da quando ho ripreso lo studio della chitarra e con esso l&#8217;approfondimento teorico della musica jazz, il mio ascolto si è fatto più attento, più consapevole dei meccanismi compositivi ed interpretativi. Sono sempre alla ricerca di materiale che consenta di arricchirmi e la scoperta di alcuni Podcast estremamente interessanti è stata da questo punto di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=zeligplace.wordpress.com&blog=2374796&post=16&subd=zeligplace&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Da quando ho ripreso lo studio della chitarra e con esso l&#8217;approfondimento teorico della musica jazz, il mio ascolto si è fatto più attento, più consapevole dei meccanismi compositivi ed interpretativi. Sono sempre alla ricerca di materiale che consenta di arricchirmi e la scoperta di alcuni Podcast estremamente interessanti è stata da questo punto di vista molto gratificante.<br />
Mi sono imbattuto nel <a href="http://www.edt.it/musica/">Jazz Podcast di EDT</a> edito in collaborazione con il SIdMA che, grazie alla maestria narrativa di Stefano Zenni, presenta delle piccole monografie sui musicisti e i fenomeni socio-culturali che hanno fatto la storia del Jazz, curando con grande attenzione un livello di approfondimento a metà strada tra il tecnico e il divulgativo. Il risultato è piacevolissimo: una analisi ed un ascolto che ti prende e ti porta per mano, aprendo una finestra sugli aspetti più vivi di questa musica.</p>
<p>Peccato che il feed di questo podcast ad un certo punto si interrompa e che non venga più aggiornato. Gli ultimi episodi sono sempre disponibili per il download ma non sono censiti all&#8217;interno del file che consente ai player come iTunes di tenersi automaticamente aggiornati sulle uscite. Scaricati a mano poi, questi files non vengono catalogati assieme agli altri della stessa serie, disperdendosi assieme a tutti gli altri file audio. Ho segnalato l&#8217;inconveniente all&#8217;editore ma non ho avuto risposta nè ho registrato alcun aggiornamento.</p>
<p>Con un piccolo stratagemma sono però riuscito a risolvere il problema. Ho intanto salvato in OPML l&#8217;archivio delle registrazioni dei miei podcast in iTunes (File-&gt;Esporta&#8230;).<br />
Ho poi scaricato il file del feed di EDT Jazz Podcast e l&#8217;ho aperto con un editor che mi consentisse di vedere agevolmente il codice XML (<a href="http://notepad-plus.sourceforge.net/it/site.htm">Notepad++</a> è ottimo). Ho quindi creato a mano le sezioni degli episodi mancanti, mantenendo l&#8217;indirizzamento al file MP3 originale, ed ho salvato il file sul mio disco fisso, in modo che potesse essere indirizzato attraverso un URL del tipo http://localhost&#8230; Ho poi aggiunto una nuova registrazione nel file OPML, clonando quella di EDT esistente ma sostituendo l&#8217;indirizzo del file del feed con quello del mio file locale. Quindi con un drag &amp; drop in iTunes ho fatto censire al programma la nuova registrazione e&#8230; magia! Il download degli episodi mancanti è incominciato.<br />
L&#8217;unico inconveniente è che ad ogni nuova uscita, se il feed originale non viene aggiornato, devo continuare ad aggiungere manualmente i nuovi episodi sul mio file locale.</p>
<p>Ma questo è stato solo il punto di partenza. Segnalo la stupenda serie <a href="http://www.npr.org/templates/story/story.php?storyId=10208861">Jazz Profiles</a> della National Public Radio (NPR) presentata da Nancy Wilson. E&#8217; una stupenda serie di trasmissioni di poco meno un&#8217;ora ciascuna che attraversano la storia del jazz con biografie ricche di materiali sonori ed interviste ai protagonisti. Una gioia per le orecchie di chi ama il jazz e vuole rivivere le atmosfere degli anni d&#8217;oro.</p>
<p>Anche per questa serie un piccolo stratagemma. Il podcast disponibile è solo testuale e questo è davvero un peccato visto che le puntate sono disponibili per il download in MP3. Anche qui ho manipolato il file originale aggiungendo la sezione Enclosure con il link al file audio corrispondente a ciascun post. L&#8217;editor FeedForAll è un ottimo strumento per la modifica dei file XML di questo tipo. Lo stesso stratagemma del salvataggio in locale mi ha consentito di avere le trasmissioni NPR direttamente in iTunes e sul mio iPod.</p>
<p>Altro podcast degno di nota è <a href="http://jazzvinyl.podomatic.com/">Jazzarific &#8211; Jazz Vynil Podcast</a> che presenta la digitalizzazione di capolavori in vinile del passato.</p>
<p>Un&#8217;ultima segnalazione. <a href="http://vixy.net/podcaster/">YouTube Podcaster</a> consente di creare un feed a partire da una pagina di YouTube. Se ne ottiene un video podcast con i video già convertiti da FLV (Flash Video, il formato di YouTube) in MP4, formato compatibile con iTunes e iPod.<br />
Splendido il video podcast di <a href="http://www.youtube.com/user/JazzVideoGuy">Bret Primack</a> (aka JazzVideoGuy), anch&#8217;esso ricco di interviste e materiali video interessanti.</p>
<p>Anche per questo feed un piccolo trucco. Per recuperare tutti gli episodi occorre costruire un feed per ogni pagina di YouTube. Questo crea diverse registrazioni per un feed che dovrebbe invece essere unico, raggruppando tutti gli episodi in un&#8217;unica registrazione.<br />
Niente paura. Basta modificare, all&#8217;interno del file MP4, il tag che indica l&#8217;indirizzo del feed corrispondente in modo che iTunes raggruppi correttamente tutti gli episodi. L&#8217;utility necessaria in questo caso è <a href="http://atomicparsley.sourceforge.net/">AtomicParsley</a>. Assolutamente eccezionale.</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/zeligplace.wordpress.com/16/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/zeligplace.wordpress.com/16/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/zeligplace.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/zeligplace.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/zeligplace.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/zeligplace.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/zeligplace.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/zeligplace.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/zeligplace.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/zeligplace.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/zeligplace.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/zeligplace.wordpress.com/16/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=zeligplace.wordpress.com&blog=2374796&post=16&subd=zeligplace&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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