Il colmo per…

Ricordate quando da bambini si imparavano tutti i “colmi”? “Il colmo per un falegname? Portare a teatro la moglie scollata!”
Quello che mi è successo l’altra mattina mi ha ricordato una di quelle freddure. Lotto da anni per sensibilizzare chi mi circonda ad una più oculata e responsabile gestione dei rifiuti e aspetto con ansia un salto di qualità della mia città in tal senso. Forse questo mio sentirmi paladino mi ha giocato un ironico scherzo e per la prima volta sono stato multato da un agente della Polizia Municipale in borghese per aver buttato il mio sacchetto della spazzatura fuori dall’orario consentito di conferimento.
2 Aprile, metà mattina. Sono in procinto di partire in aereo per Lisbona e scendo di casa con il mio sacchetto della plastica, che deposito nel contenitore della differenziata, ed un piccolo sacchetto di indifferenziata che butto nel cassonetto. Mi si avvicina un signore che presenta il suo tesserino e mi dice “Non ha notato che c’è un orario di conferimento?”
L’orario è cambiato il 1 Aprile per adeguarsi alla stagione estiva e la fascia oraria consentita parte dalle 18:30. Io gli dico “Guardi, sta multando un cittadino estremamente responsabile, che fa la raccolta differenziata e che ne vorrebbe di più e di migliore. Ho buttato il mio sacchetto adesso perché sono in partenza e non tornerò prima di tre giorni”.
“Mi dispiace signore, lo so, l’ho vista buttare la plastica, ma non posso, per correttezza verso quel signore a cui ho contestato la stessa infrazione, fare un’eccezione per lei”. Mi chiede un documento, compila un verbale copiando le formule appropriate da un foglio dove le ha già preparate assieme ad una sorta di istruzioni per la compilazione, mi indica il C/C su cui devo versare entro 60 gg. ben 50€ e, scusandosi, mi saluta.
Torno verso casa e nell’altro cassonetto distante una cinquantina di metri, una signora sta buttando in grosso sacco nero, di quelli dei bidoni che ci sono in alcuni luoghi di ristorazione pubblica, pieno pieno di chissà cosa. Naturalmente non vista e non sanzionata.
Questo episodio mi ha fatto riflettere sulle logiche del controllo e sul significato dell’applicazione delle norme.
Intendiamoci. Il verbale dei Vigili nei miei confronti è assolutamente legittimo ed inoppugnabile, sebbene il 2 Aprile, a Bari, ci siano ancora temperature quasi invernali, pur nei limiti di una regione meridionale e, forse, insistere sul rispetto di una fascia oraria decisamente estiva può sembrare eccessivo.
Ma non è questo che mi ha fatto riflettere. E’ piuttosto la logica del Carabiniere (mi perdonino i sostenitori dell’Arma), quella del rispetto delle norme fine a se stesso, della giustificazione del ruolo attraverso l’applicazione acritica ed assolutamente sterile della norma scritta.
Quale conseguenza educativa può aver avuto questo controllo così occasionale (mai visti Vigili impegnati in questa mansione durante il resto dell’anno), fatto il giorno dopo l’entrata in vigore di un nuovo orario di conferimento? Assolutamente nessuno, né per me che non ne avrei comunque bisogno, né per il mio coinquilino fermato assieme a me che si comporta sicuramente come tanti altri concittadini poco sensibili a questa ed altre tematiche ambientali.
Questo atto amministrativo ha come unica logica quella di giustificare l’esistenza della norma, non quella di inferire da questa un efficace sistema di controllo.
Nella società italiana, al burocratico proliferare di norme e di innumerevoli livelli amministrativi di applicazione di queste si affianca l’incapacità di concepire un sistema di controllo che le giustifichi e consenta di godere dei benefici. L’atto amministrativo serve non già ad educare il cittadino al rispetto della norma, giacché la sporadicità di tale azione ne rende ampiamente ininfluente l’impatto, bensì a contribuire solo ad alimentare il borbonico apparato e le persone che lo pongono in essere.
La notizia che il vicesindaco Martinelli, colui al quale si deve la definizione di «tolleranza mista» (un poco zero e un poco assoluta) verso gli automobilisti indisciplinati, sia stato colto in flagrante parcheggiare la sua Smart in uno spazio riservato alle due ruote, fai il paio con l’episodio che ho raccontato: tolleranza mista uguale cecità, ancora cecità. Sicuramente una cronica incapacità di comunicare, di educare, di costruire una società civile più adatta a questo tempo.
Ho chiesto al diligente pubblico ufficiale mentre mi multava l’altra mattina “Mi aspettavo l’inizio della raccolta differenziata porta a porta nel mio quartiere dal mese di Febbraio, come era stato annunciato. Come mai nulla è ancora successo?” “Ho sentito dire”, mi ha risposto, stupendomi per la sua preparazione e il livello di informazione dimostrato, “che inizierà a Maggio”.
Voglio credere, non so se candidamente o solo ottimisticamente, che i miei 50€ vadano a contribuire alla riuscita di questa iniziativa che dovrebbe essere già routine nella situazione di emergenza in cui ci troviamoe che invece viene ancora considerata, alle nostre latitudini, “sperimentale”.

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