Quando stai solo

Quando stai solo guardi i particolari. Punti una scena con lo sguardo e cominci la scansione, frammento per frammento, scoprendo le forme, gli schemi, le ripetizioni e le unicità che di solito ti passano davanti, senza lasciare traccia. Quando stai solo le informazioni si accumulano e si uniscono a quelle che vagano nella tua mente, in un frullato di pensieri che riempie la solitudine. Quando stai solo capita che sei in compagnia, e ti accorgi che la compagnia è lì perché vuole stare sola come te. Quando stai solo vedi le facce che si svuotano, senti le parole inutili, afferri i suoni che passano ma ne trattieni solo alcuni istanti. Quando stai solo parli a te stesso, per non sentirti solo, guardi fuori e pensi a come deve essere stare solo dentro e fuori, a come è successo che un bel giorno ti sei ritrovato a stare solo. Il tempo gira attorno quando stai solo. È strano, ma il tempo non è più lineare, non va più solo avanti. Gira in tondo a ravvivare le situazioni che la mente, accumulando informazioni, ricostruisce sempre più vere, pescando dal mare di sensazioni, dal fiume infinito di parole dette e ascoltate, di scene vissute, di luoghi attraversati. Quando stai solo il tempo è tuo nemico. Ti tiene seduto, ti impedisce di alzarti e metterti in cammino, ti inchioda, ti congela. Senti freddo quando stai solo. Un freddo che non dà brividi, un freddo che sta già dentro, nasce dentro e non ti attraversa. Quando stai solo guardi i particolari per cercare di capire dove sta il trucco. Guardi attento ma le mani del prestigiatore ti nascondono le carte truccate e tutto sembra essere davvero così come lui ti mostra, ogni sera, sempre uguale. Quando stai solo non parli più perché parlare distrae, e poi non si riesce a capire se il trucco c’è davvero. Quando stai solo arriva sempre qualcuno. E non è come gli altri. Ti guarda negli occhi, ti prende la mano. Ti dice in un orecchio: “il trucco è questo”. Il tempo si ferma. Ti sorpassa. E in un momento ti trovi a correre, ma non sai dove andare, perché a star soli si perde la rotta, si va in confusione. Quando stai solo ti abitui a stare solo, fermo, seduto. E non corri più. Non hai le gambe, il fiato, la testa. Quando stai solo qualcuno se ne va. Piano piano. Un giorno dopo l’altro. Così è quando stai solo.

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