I gesti dell’iPad

Uso l’iPad da un po’. Apple ha introdotto tante nuove metafore, senza parlare della strada tracciata nel design dei dispositivi, strada immediatamente battuta da tutti i concorrenti. Ma nell’approccio al dispositivo touch ha mostrato di saper superare le limitazioni del device introducendo stratagemmi geniali per raggiungere risultati che diversamente non si sarebbero potuti ottenere senza una perdita di immediatezza nell’uso del dispositivo. Il problema dello Screen Real Estate, lo spazio a disposizione per la rappresentazione delle informazioni, è ad esempio critico quando lo stesso schermo viene utilizzato come dispositivo di input oltre che di output, attraverso la rappresentazione virtuale di una tastiera. Molto più critico sicuramente per l’iPhone ma, secondo me, determinante sull’iPad, per il quale la tastiera virtuale si propone come un vero surrogato della tastiera tradizionale, permettendo una velocità di scrittura paragonabile a quella che si ottiene con i desktop e i laptop.
Le soluzioni adottate da Apple per rendere più pratico l’uso di questa virtualizzazione, come la visualizzazione del set di lettere accentate in una finestrella che si apre toccando la lettera base, non accentata, per un periodo più prolungato, o come la correzione automatica delle parole accentate quando vengono scritte, per brevità e rapidità d’uso, senza accento, hanno indotto gesti che si sono interiorizzati e vengono ormai eseguiti senza l’esitazione del periodo dell’apprendimento. Il problema è che questi gesti sono inesorabilmente associati all’uso di una tastiera, che sia essa fisica o virtuale, e il cervello li innesca in tutte le situazioni d’uso di questo strumento. Mi è capitato quindi, dopo un periodo prolungato di scrittura esclusiva sull’iPad, di tornare ad usare anche le tastiere tradizionali e di scrivere verbi al futuro indugiando sul tasto dell’ultima lettera in attesa che comparisse la finestrella con le lettere accentate. Quando poi mi sono accorto che sullo schermo era comparsa una cosa tipo… raggiungeraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa, oppure tornerooooooooooooooooooooooooo, allora mi sono accorto che non stavo usando l’iPad e che le lettere accentate le dovevo cercare sulla parte destra della tastiera. Così come mi sono accorto che non mi era concesso di scrivere perche, senza accento, e vedermelo correggere automaticamente con l’accento giusto, quello acuto.
Per non parlare del fatto che quando scorro una pagina web sino in basso, per tornare in cima non posso fare click sulla barra del titolo come faccio con Safari sull’iPad…
Potenza della persuasione.

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