Le sonde nello spazio

Ho letto questo post stamattina e trovandomi infinitamente d’accordo, parola dopo parola, ho pensato a che significato tutto questo potesse avere. Ho pensato alla sonda che ognuno di noi manda nello spazio per cercare forme di vita affini. Ho pensato alla mia e a quali oggetti conterrebbe. Ho pensato alla estensione dello spazio e a come, per la maggior parte di noi, lo “spazio infinito” cominci subito fuori la camicia che indossiamo. Ho pensato a che probabilità abbiamo di trovare forme di vita affini in quello spazio così prossimo e allo stesso tempo così esteso. Ho pensato a come queste probabilità forse aumentino se nella sonda ci mettiamo “il luogo comune” e a come diminuiscano se invece ci mettiamo tutta la nostra complessità. Ho pensato a Message in a bottle e alla sorpresa di tutte quelle bottiglie. Ho pensato alle solitudini. Ho pensato che sono in pochi a pensarci. O forse tutti ci pensano, ma sono in pochi quelli che ammettono di farlo. Perché quando ci tagliamo quello che viene fuori è sempre e comunque sangue.

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