Anna e Marco

Lucio Dalla (1979)Tre minuti e mezzo di canzone. Fine 1979 a casa di Maria Teresa, festa di compleanno, avevo quasi quindici anni ma per me era una delle tante prime volte dell’adolescenza. Maria Teresa non la conoscevo. Era amica della mia compagna di scuola Elisabetta ed ero stato invitato alla sua festa in modo inaspettato, non avendo mai condiviso prima alcuna situazione con lei.
“Io? Proprio io? Sei sicura?”
“Sì, dai, vieni”
Capii che un senso, quell’invito, doveva avercelo. Ero timido, molto. E soprattutto non avevo gli elementi per leggere quella situazione come altri avrebbero fatto.
“Anna come sono tante, Anna permalosa”. Ballavo abbracciato a quella ragazza, ad una ragazza, forse per la prima volta. Cantavo le parole della canzone e mi chiedevo se fossi proprio io, quello lì, uno dei due, lontano dal mio mondo ma così vicino nelle sensazioni, io e lei come Anna e Marco, “mentre ballano, si guardano e si scambiano la pelle, e cominciano a volare…”
Quel disco era lì quella sera e lo ascoltavamo sul giradischi, seduti per terra, leggendo le parole.
“Cosa sarà, che ci fa lasciare la bicicletta sul muro, e camminare la sera con un amico, a parlar del futuro…” Allora c’era tanto futuro, adesso ce n’è un po’ meno. Ma si cammina lo stesso senza meta, giusto per parlarne.
Di viverlo, il futuro, non se ne parla. Non più. Piuttosto si vive il passato, cercando di riprodurne le sensazioni, certi che “è eterno anche un minuto, anche un bacio ricevuto, dalla gente che ho amato.”
Ogni minuto delle sensazioni, delle emozioni che Lucio Dalla mi ha regalato rivive ad ogni ascolto. Rivive e si riproduce, ad ogni ascolto in forma diversa, ad ogni ascolto con un’età diversa, ad ogni ascolta con un bagaglio di esperienze diverso che mi fa cantare quelle parole riconoscendomi oggi in quella, domani in quell’altra situazione, raccontata con la straordinaria lucidità del poeta visionario.
“Cosa sarà che fa crescere gli alberi, la felicità, che fa morire a vent’anni anche se vivi fino a cento.
Cosa sarà che ti sveglia al mattino e sei serio, che ti fa morire ridendo di notte all’ombra di un desiderio”

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