Il luogo della verità

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Ciascuno di noi aspira a raggiungere il proprio Nebraska. A volte accade solo in sogno, o attraverso il racconto di qualcuno. A volte per circostanze inattese, a volte dopo un piano dettagliato.
Il Nebraska è il luogo della verità, il luogo dove il nostro non detto, le nostre aspirazioni, la nostra personale realizzazione prende corpo. No, mi sbaglio, perché il Nebraska è un luogo immateriale e non possiamo dire che in quel luogo prenda corpo alcunché. In quel luogo remoto si concretizza solo uno stato mentale, di totale ed appagante pienezza, quello stato mentale in cui la conoscenza di se stessi sublima a discapito di tutti i compromessi che sino ad allora ha dovuto accettare.
Woody Grant arriverebbe in Nebraska anche a piedi pur di raggiungere il suo stato di sublimazione, pur di riscuotere il suo premio che sa bene essere molto più che il denaro che insegue. E nel suo viaggio per il Nebraska solleva tutti i veli che hanno coperto il suo vissuto, svelando i compromessi, i piccoli grandi segreti che hanno nascosto la sua esistenza interiore per renderla compatibile con l’involucro sociale che ha scelto e che lo ha portato sin lì. Pur di raggiungere il suo Nebraska Woody rinuncia a perpetrare il teatro e pian piano mette a nudo le sue debolezze di uomo alla fine del suo percorso, ma con dentro la voglia di affermazione di un puledro di razza alla prima competizione. Suo figlio David vive sorpresa dopo sorpresa la corsa all’oro di suo padre, scoprendo l’uomo dietro il personaggio, il bambino dietro l’adulto.
E nell’altalena tra le verità del passato e la ferma lucidità del suo presente, traghetta suo padre verso il paradiso della sua autodeterminazione, concedendogli la passerella simbolo della sua riscossa.
Riconosciamo molte cose della nostra vita nella storia di Woody e David. Le nostre lotte quotidiane e la loro inutilità di fronte ai significati più profondi dell’intero arco dell’esistenza, l’aridità dei nostri scambi e la potenza di una goccia d’acqua, di un piccolo gesto d’amore che vale una vita intera, la forza della menzogna e la sua fragilità di fronte alla disarmante evidenza della verità.
Molte cose della nostra vita si specchiano negli sterminati paesaggi algidamente rappresentati in bianco nero. È anche il nostro Nebraska: a guardar bene, il viaggio comincia dal di dentro, e forse, alla fine del film, un primo tratto l’abbiamo già percorso.

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