Gli insegnamenti di Prezi

L’esempio di Prezi, l’innovativo servizio di cloud-based presentation che aspira a rivoluzionare il modo di comunicare attraverso effetti cinematografici che favoriscono lo storytelling, racchiude numerosi insegnamenti di come il business digitale si stia evolvendo e come il mercato e il sistema economico debba sostenerlo.
Tecnicamente il software nasce da un’idea brillante che, sfruttando capacità tecnologiche prima inarrivabili, dischiude alla creatività nuove possibilità rappresentative che consentono un macroscopico salto di qualità e un guadagno in efficacia nella prassi della comunicazione. Il solco tracciato da PowerPoint, quello che è ormai diventato lo strumento per antonomasia dedicato alla presentazioni, comincia ad essere superato dalle caratteristiche di Prezi che lo surclassa quanto ad efficacia, impatto, qualità delle produzioni possibili. Primo ingrediente quindi è una tecnologia al servizio di uno specifico scopo applicativo e proposta in modo da essere totalmente al servizio di questo scopo.
Il secondo ingrediente di questa success story è il modello di business e la modalità di comunicazione scelta. Prezi segue il solco tracciato dal modello di business SaaS più diffuso che prevede gratuitamente l’erogazione di un servizio ad un livello funzionale base e la vendita di servizi/prodotti aggiuntivi che utilizzano la stessa piattaforma tecnologica, fornendo però funzionalità e livelli di servizio più avanzati. Il tutto immerso in un contesto distribuito di cloud computing che beneficia in toto della tecnologia dei web services, consentendo ad esempio l’integrazione di video di YouTube all’interno delle presentazioni, ed incentrato in una logica social che favorisce l’integrazione con social network e l’identificazione delle produzioni attraverso Profile pages indirizzabili direttamente. Fa la sua parte anche la veste grafica, nello stile pulito ed essenziale delle piattaforme più di successo, che esalta i contenuti, guidando il visitatore passo passo nel percorso conoscitivo delle caratteristiche del servizio. Questo modello è quello che consente oggi la massima amplificazione del business e potenzialmente la più ampia diffusione del brand, e non solo per un prodotto interamente digitale.
Il terzo ingrediente è il contesto di mercato. TechCrunch riporta oggi la notizia dell’investimento del capital venture Accel Partners nel business di Prezi, a testimonianza dell’interesse del mondo della finanza verso idee imprenditoriali che manifestano un potenziale di crescita reale attraverso la penetrazione di mercato, risultato di concrete capacità realizzative, e non soltanto attraverso l’enunciazione di una sia pur valida e brillante idea imprenditoriale. TechCrunch riporta come la diffusione di Prezi sia già considerevole:

Prezi, which is cash-flow positive, has many organizations using its product, from the World Economic Forum to Stanford University and at companies such as Facebook, IBM and Google.

E lo stesso Andrew Braccia, che siederà nel CdA di Prezi come rappresentante di Accel, racconta di aver conosciuto Prezi per il fatto che molte startup utilizzavano il servizio di presentation negli incontri di presentazione del loro business, a testimonianza della validità del modello social e del SaaS come strumento di amplificazione e diffusione del brand e del servizio stesso.
E’ questa anche una delle ragioni dell’interesse che oggi un capital venture ha nelle imprese software del terzo millennio:

For Accel, Prezi was attractive because it fit into one of the fund’s investment theses, which is the trend of the consumerization of software. “The growth of web services is fundamentally altering the traditionally bundled environments of packaged software. Today’s users want best-of-breed software that makes an impact in the lives of professionals and educators around the world. Prezi is redefining the presentation and communication landscape with its leading suite of online productivity software,” he says.

Peccato che, in un panorama in cui il mercato consumer è destinato a condizionare forma e contenuti anche delle applicazioni enterprise, in tutte le economie del mondo, un’idea imprenditoriale come quella di Prezi, nata in Europa, sia costretta a rivolgersi all’economia statunitense per trovare la linfa per il suo sviluppo. Un problema di scarsa lungimiranza o di scarsa cultura digitale della vecchia Europa?
Un fatto è certo: l’arretratezza culturale europea non sta solo nella poca attenzione all’innovazione digitale ma anche nella difficoltà, da parte di imprenditori ed investitori, ad interpretare l’investimento come reale partnership finalizzata alla crescita e allo sviluppo del business. Anche in questo la storia di Prezi ci dice come dovrebbero andare le cose anche in Europa:

In the future, Braccia sees international expansion and collaboration features as growth opportunities for the company. The new funding will be used to hire talent, expanding Prezi across multiple platforms, and widening its global reach.

Organizzarsi sulla nuvola

Ora ho tre diversi account per salvare i miei file in rete, “in the cloud”. Tutti gratuiti. L’ultimo, quello di Box.net, è particolarmente ghiotto: scaricando l’app per iPhone/iPad si ha diritto ad un account gratuito e 50Gb di spazio a vita. Già in possesso di un account Dropbox estendibile gratuitamente sino a 8Gb con il meccanismo degli inviti, e un account Memopal (tutto italiano), mi pongo ora il “problema” di come usarli al meglio. Memopal è perfetto per il backup. Si possono sincronizzare sul server più cartelle di diversi computer e mettere al sicuro da scherzi hardware le cose importanti. Dropbox è perfetto per rendere disponibili su tutti i propri dispositivi, fissi o portatili, i file su cui si sta lavorando. Mai più chiavette o CD per trasportare file da un PC all’altro, da casa al lavoro e viceversa. Questo meccanismo è fantastico anche per la condivisione dello stesso materiale tra più persone, condivisione peraltro possibile un po’ con tutti i servizi di backup in rete. Box.net è però leader per i sistemi collaborativi, e oltre allo spazio fornisce una serie di funzionalità adeguate al teamwork come annotazioni e commenti.
Dunque come suddividere? Le foto su Box.net che mi dà uno spazio più grande? Memopal come cassaforte? Dropbox per l’uso quotidiano e lo scambio di file?
Alla fine il timore è che degli stessi file si finisca per avere tante copie comunque, sui dischi di casa, interni ed esterni, ed ora anche in rete.
Ma come per tutte le cose tecnologiche penso sia solo una questione di tempo. Tra poco i nostri file saranno tutti in rete. Con buona pace di chi si preoccupa della riservatezza dei dati.
Ma del resto non ci sono ancora quelli che tengono i soldi sotto il mattone invece di metterli in banca?

A proposito, se volete un bonus di spazio (e volete farlo guadagnare a me) aprite il vostro account su Dropbox o su Memopal con la mia presentazione (Seguite i link. Mi sembra tanto “Mi manda Picone”).