Stupidità e tecnologia

Ho ricevuto oggi da mio cognato il messaggio che riporto:

Ogni tanto leggo le mail che mi arrivano come newsletter… ma ogni volta mi chiedo perché perdo tempo… di seguito un estratto da una newsletter VSLive

Exploring the AJAX Control Toolkit, Intermediate
Robert Boedigheimer
Discover how to add great new functionality to ASP.NET Web sites using the AJAX Control Toolkit. Review the masked-edit extender, which allows the developer to specify a specific pattern that the input must match. This extends the TextBox control to display the mask to the user for better feedback on what is required for entry…

Da quanti anni ci dobbiamo preoccupare che gli utenti non scrivano cazzate? In quante tecnologie diverse dobbiamo rifare sempre le stesse cose?

Non se ne può più ! Ci fanno pure le “conference”… di Livello Intermediate. E in quelle di Livello Beginner di che parlano?

Ci sarebbe da discutere sul livello dei programmatori (Beginner, Intermediate, Expert) e su quello degli utenti (Uzzone – Utente Cazzone, come avrebbe detto il mio professore di Sistemi Informativi, Normale, come direbbe il mio amico Vito, Overcloccato come sono molti Digital Native di oggi, quelli che non hanno mai visto i telefoni con la rotella e non hanno mai sentito il fischio del modem).

La mia impressione è che gli automatismi della tecnologia rendano le persone più stupide. Una stupidità che si manifesta in modalità diverse, a seconda che si sia nati con la tecnologia o la si sia dovuta subire.

Chi la subisce aumenta la sua stupidità quanto più la tecnologia gli promette di essergli di supporto con intelligenza. Questa stupidità è quella della presunzione che la tecnologia sia all’altezza della loro intelligenza, che non è tecnologica, ma è sociale, elaborativa, visionaria.

Chi invece la tecnologia la mangia nel panino manifesta la sua crescente difficoltà ad avere un approccio sistemico alle cose, a fare collegamenti, ad analizzare e poi sintetizzare. Cose che si insegnano a scuola e che oggi anche la scuola, abbagliata dalla necessità di abbracciare la tecnologia, spesso dimentica di insegnare.

La più grande preoccupazione è che i primi soggetti tenderanno a scomparire, e con essi, forse, i corsi sul masked-edit; mentre i secondi crescono a vista d’occhio, aumentando in me quel senso di sconforto, quella percezione di diffusa stupidità da vista corta che inesorabilmente ci circonda.

Ciclo-tecnologie per giungle urbane

Mentre Bari sta costruendo il suo primo chilometro di seria pista ciclabile, segnalo due interessanti dispositivi tecnologici per ciclisti urbani.
Il primo è un segnalatore di direzione da polso che si accende ad intermittenza, simulando la tradizionale “freccia”, quando si alza il braccio per indicare la svolta.
Il secondo è una ennesima bici pieghevole, STRIDA, che ha però una originale struttura triangolare che si richiude in 6 secondi.
Una buona dotazione per “commuter” in città scarsamente sensibili alle due ruote.